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martedì 5 febbraio 2008

Un morto ogni sette ore

Incidenti lavoro, «Un morto ogni sette ore»
Napolitano: decreti anche a Camere sciolte

ROMA (4 febbraio) - Ogni ora c'è una morte sul lavoro. Un milione di incidenti all'anno con più di mille morti. E' il “bollettino di guerra” contenuto nel rapporto presentato dall'Anmil (associazione dei mutilati e invalidi del lavoro) che oggi accompagnata dal ministro del Lavoro Cesare Damiano, è stata ricevuta dal Capo dello Stato. Le «buone leggi restano solo sulla carta», sempre secondo l'Anmil il personale a disposizione impegnato nella prevenzione, se dovessero controllare tutte le aziende italiane, ognuna di esse riceverebbe, un controllo ogni 23 anni.

Non si tratta di un fenomeno marginale e in via di estinzione, ma di un effetto perverso che sembra profondamente innervato nel modo di produzione e nello stesso modo di essere della modernità: in realtà, siamo in presenza di un fenomeno sociale di massa, sebbene la società non lo riconosca come tale. Di certo una vera e propria guerra a bassa intensità, che di regola si svolge nell'ombra e nel silenzio denuncia il presidente, Piero Mercandelli, che parla di una «vergogna che macchia il Paese, che ignora il diritto al lavoro e alla sua sicurezza» e di una «contabilità spesso arida e anonima, persino controversa, che non ha sussulti neanche di fronte alla fine di una vita».

Le cifre Le statistiche parlano di un'Italia che stenta più di altri Paesi a porre un limite a questa carneficina: in dieci anni gli infortuni mortali nel nostro Paese sono diminuiti del 25,49%, in Germania del 48,3%, in Spagna del 33,64%, nell'Unione Europea del 29,41%. Secondo l'associazione basterebb investire il 50% di quanto lavoratori e imprese pagano per la sicurezza per finanziare una forte azione di prevenzione per ridurre gli infortuni del 25%.

Rassicuarzioni dal Capo dello Stato. Anche nell'eventualità dello scioglimento delle Camere, ha detto Giorgio Napolitano ai rappresentanti dell'Associazione, possono essere adottati i decreti delegati della legge sulla sicurezza e la tutela del lavoro, acquisendo il parere delle commissioni parlamentari.


I VOSTRI COMMENTI (6) Scrivi un commento

show must go on
Certo è proprio il paese di Ulisse!
Se da un lato il rispetto delle leggi non esiste dall'altro ci sono e sempre ci saranno fiumi di parole (cordoglio, dolore, indignazione, vergogna) a coprire questa omertà allargata e condivisa!
commento inviato il 05-02-2008 alle 16:30 da dott.ssa Daniela Galluccio Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne ANMIL

Troppi numeri pochi fatti
Un detto popolare dice: "mentre il medico studia il malato muore".
I grandi della politica e delle associazioni varie parlano e parlano ma i fatti quali sono? Chi è vicino alle famiglie delle vittime? E come? La burocrazia e i flash delle telecamere dovrebbero stare lontano da certe cose serie come la morte e il dolore!
commento inviato il 05-02-2008 alle 16:18 da Lucio Romanelli

basta con questa guerra !
si continua a parlare di morti "bianche" che bianche non sono, hanno vari colori :rosso come il sangue, nero come la disperazione e il dolore che provano i familiari degli operai deceduti sul lavoro per la mancanza di rispetto della sicurezza. Il lavoro è un diritto del lavoratore ma la sicurezza è un dovere di ogni essere umano.Io ho perso un figlio Andrea di soli 23 anni per incuria di molte persone e spero vivamente che oltre a tante parole che ho sentito si faccia veramente qualcosa di concreto altrimenti andiamo veramente alla deriva. Mi chiedo e chiedo a tutti voi: può un lavoratore partire di casa al mattino senza sapere se tornerà la sera?
Graziella Marota mamma di Andrea Gagliardoni morto a soli 23 anni
commento inviato il 05-02-2008 alle 10:29 da graziella marota

non se sarei cosi sicuro
in italia esistono le leggi e non si rispettano?

certe volte credo che le certe leggi non si rispettino ,perche' o non ci sono ,o sono state mal concepite
commento inviato il 04-02-2008 alle 23:54 da matteo

Non è il paese di Ulisse
Condivido quanto scritto da Bob, ad eccazione di " E' il paese di Ulisse"
Ulisse era astuto, ossia intelligente, L'italia è un paese di furbi, individualisti che si credono intelligenti. Saluti, nonnoFranco
commento inviato il 04-02-2008 alle 23:36 da nonnoFranco

Italia senza comandamenti
Il problema italiano non sono le leggi,quelle ci sono.
Non vengono applicate,rispettate e sanzionate!
I cani continuano a cagare sui marciapiedi e nessuno multa i padroni.
Tanti continuano a fumare dove é vietato e nessuno li multa.
Non c'é raccolta differenziata obbligatoria e si buttano le buste di mondezza fuori dalla macchina.
Nessuno controlla,nessuno indossa i kit antinfortunio e nessuno multa o arresta!
E' il paese di Ulisse...... commento inviato il 04-02-2008 alle 21:59 da Auanagana Bob

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